Giovedì 23 Febbraio 2012
Enogastronomia Proposte individuali

VACANZE ENOGASTRONOMICHE

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ImageLa zona di Alpe Adria è molto conosciuta per le sue tipiche produzioni di vini e prodotti alimentari che rendono di per sé il viaggio molto speciale. Le caratteristiche geografiche del Friuli Venezia Giulia, dalla montagna al mare, si riflettono nella gastronomia. Anche le culture culinarie dei paesi confinanti, Austria e Slovenia, hanno lasciato un'impronta nei piatti locali. Quindi sapori balcanici e mitteleuropei si sposano con una tradizione autoctona e con influssi esotici lasciati in eredità dal dominio asburgico e dal via vai dei commerci. 

 

Soprattutto è la presenza delle dolci colline e della ricca presenza di  pascoli in montagna ad aver permesso lo sviluppo di vitigni e la produzione di formaggi prelibati. Ogni regione di Alpe Adria ha le sue specificità enogastronomiche ed ogni prodotto tipico dell'area merita una sosta per la degustazione.

Friuli Venezia Giulia

A Trieste la memoria dei fasti dell'Impero asburgico è custodita dai tipici dolci delle festività, la Putizza e il Presnitz. Arrotolati a guisa di chiocciola o di spirale racchiudono un esuberante ripieno di frutta secca, cioccolata e spezie e differiscono per la pasta che può essere sfoglia o lievitata. Altra specialità tipica triestina è il prosciutto cotto affumicato di Praga, di origine moldava, ma istituzione ormai del Friuli Venezia Giulia. Questo prosciutto, prelibatezza giunta nel XIX secolo da Praga, viene in genere servito caldo. I produttori si sono attrezzati e consegnano quotidianamente alle salumerie i prosciutti ancora fumanti, a volte anche cotti nella crosta del pane. Queste leccornie sono poi esaltate da una bella grattugiata di rafano, e si accompagnano a senape e crauti.

 

La zona del goriziano è protagonista sulla scena internazionale in campo dei vini. Nel medioevo la terra goriziana e quella istriana vengono descritte come ricche e lussureggianti di vigneti e frutteti. Dal Cinquecento, invece, è documentata la presenza della viticoltura specializzata: i vini del Collio erano ricercati anche nelle corti europee, dalla Serenissima agli Asburgo. La zona Doc del Collio vanta 1.600 ettari di vigneti, distesi lungo la fascia collinare della provincia  di Gorizia a ridosso del confine sloveno. La produzione regionale dei vini comprende sia rossi che bianchi. In questa zona è possibile sostare nelle cantine che sono sempre aperte ai turisti e degustare i vini bianchi considerati tra i migliori d'Italia.
Altra prelibatezza locale conosciuta tipica della zona è il prosciutto di San Daniele, stagionato per almeno un anno nell'aria temperata dell'omonimo colle. Rosso-rosato, orlato di grasso candido, dolce e delicato, ha un profumo intenso con sentori di nocciola. Questo prosciutto rappresnta una delle punte di diamante dell'enogastronomia del Friuli Venezia Giulia. Formaggio prelibato è anche il formaggio stagionato della varietà Montasio, la denominazione di origine protetta della regione, prodotto con latte delle vacche che hanno pascolato ai piedi del massiccio del Montasio.

Slovenia

La Slovenia al confine italiano è una meta altrettanto interessante per chi è curioso di assaggiare le prelibatezze offerte dalla regione. Il paese è caratterizzato dalla forte presenza di una tradizione asburgica ancora viva, che si riflette nella fama dei dolci. La Slovenia sorprende per la ricchezza dei suoi piatti tradizionali, la cui gamma comprende bontà quali gli štruklij, conosciuti in oltre 70 varianti, la potica – dolce di pasta lievitata arrotolata, ripiena di noci, semi di papavero, uvetta, varie erbe, ricotta, miele o la prekmurska gibanica, riccamente ripiena. Tra i piatti di tutti i giorni sono popolari quelli fatti con cavoli, fagioli e patate e il prosciutto crudo del Carso è anche altra nota prelibatezza. Il piacere viene comunque completato dai vini, soprattutto quelli della zona del Brda – l'area del Collio sloveno e quelli nella parte orientale della Slovenia, sulle colline di Jeruzalem, vicino a Maribor. Numerose sono le cantine vinicole con la loro offerta di degustazioni mentre in altri ristoranti e trattorie gli esperti potranno aiutarvi a scegliere il vino.

 

Croazia

Nelle regioni croate convivono influssi culturali dell'Europa centrale e orientale e l'enogastronomia della regione di Alpe Adria passa per il tipico vino istriano, soprattutto la Malvasia, che regala dei piaceri unici ai turisti in visita nella penisola d'Istria. Base della gastronomia locale però sono anche i tartufi, tuberi che surclassano per sapore, profumo e valore i tartufi di altre località oltre l'Adriatico. Crescono nei boschi dell'Istria, nascosti sotto l'erba e dalle fronde e sono sia bianchi che neri. Anche l'olio è una prelibatezza ricercata della penisola istriana e l'oliva viene qui a simboleggiare la coltivazione effettuata secondo metodi di produzione tradizionali e l'ampia gamma di scelta di olio. Aziende specializzate si prefiggono qui lo scopo di avvicinare i visitatori alle cantine di olio e ai vari frantoi dove vengono effettuate le degustazioni.

 

Carinzia

La regione austriaca della Carinzia non offre particolari produzioni agroalimentari localizzate in questo territorio. Si possono tuttavia trovare tutte le specialità gastronomiche delle altre zone dell'Austria, quali lo speck, le salsicce, la birra. Soprattutto il Gailtaler Speck gode di una fama autentica, essendo il salume tipico della regione Gailtal. Si ottiene dalla coscia disossata che viene aromatizzata con varie erbe quali alloro, pepe, noce moscata e poi salata e in seguito affumicata per circa 20 giorni. Lo speck più noto e pregiato è sicuramente quello della coscia. Sempre di questa regione è il Gailtaler Almkäse, formaggio che origina il suo nome dalla montagna dell'Alto Gailtal dove le mucche vengono allevate precisamente nel Nord e nel Sud. Prodotto con latte vaccino scremato, la sua forma è rotonda, la crosta è dura e di colore giallo e la pasta è liscia e consistente. Il suo periodo minimo di stagionatura è di almeno sette settimane e il formaggio viene prodotto a 1500 metri di altitudine, secondo un'antica tradizione casearia, i cui misteri della preparazione vengono svelati addirittura in un caseificio-museo nei pressi della zona.

 

 

 

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